sabato, settembre 10, 2011

Però quasi

Ho visto un arcobaleno,
era bellissimo,
più di te non è possibile ,
però quasi.

Ho mangiato un gelato,
meraviglia golosa,
deliziosa quanto te, no,
certe volte, però, quasi.

Ho ascoltato nelle canzoni degli Skiantos
cose ragionevoli
deliziosamente indiscrete,
interessanti più di te non è possibile,
però quasi.

In momenti di deficit di accudimento
ho sognato, con la signorina Ivana Fucklot
l’amore audace,
esplorare con i baci tutti i santi orifizi,
corpo animato elegante,

delizia morbida e calda più di te.
No tesoro, più di te
è impossibile, però quasi.

Sono stato nella merda
puzzava tantissimo
come quando tu fai la stronza.
No fiorellino,
tu che puzzi non è possibile.
Però quasi.

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martedì, giugno 14, 2011

I cani . ( da la febbre di FRANCESCA GENTI)

I CANI
Ci sono dei cani che si suicidano. Si buttano giù, nel vuoto, senza un latrato. Calmi.
Ce ne sono dappertutto, in ogni edificio che affaccia sui quattro lati della piazza.
Noi siamo al centro della piazza, al centro della scena.
Seduti su una panchina osserviamo quello che succede.
Giochiamo con i cani: il primo di noi che conta cento cani morti vince.
Io sono a ottantasette, sto vincendo.
Andrej è a quota trenta.
Il vecchio Astrologo ne ha contati dodici, ma lui non fa testo, è completamente cieco.
Conta i cani in base ai tonfi che percepisce. Il rumore è come di cachi giganti che si spiaccicano dolcemente a terra.
Il silenzio ci avvolge, è facile cogliere il rumore dei cani più vicini.
Non è più tempo di guardare il cielo notturno, cercare le stelle cadenti, esprimere desideri.
Questo per due ragioni.
Da un bel pezzo non esiste più la notte. Il cielo un giorno si è ribellato. Il sole si è incastrato rimanendo appena sopra la linea dell’orizzonte.
Sono anni che viviamo in un perenne tramonto.
Il futuro non esiste più, al pari del cielo stellato. O meglio: è drasticamente diminuito, abbiamo quasi esaurito la nostra razione di futuro.
Siamo rimasti in pochi qui in città e tutti con le ore contate. Esprimere un desiderio? L’unico sensato sarebbe quello di essere catturati, torturati e uccisi il prima possibile. Ma non possiamo farlo perché non vogliamo morire.
È contro ogni logica, ma è così.
Cosa rimane da fare allora se non giocare ai cani, ricordare il passato, cercare di stare su?

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domenica, giugno 27, 2010

why senza because


Un giorno ci saranno cose tali … !
quali ancora non so
ma saranno il terrore del mondo!

Solo noi in un cielo di baci
tra la furia degli elementi
ci salveremo da queste terribili 24 ore.

T’inviterò allora
a giocare a far la regina
ci arricchiremo con opportunità incredibili,
poi,
se mi crei problemi che non so risolvere
con diamanti taglierò la tua essenza
di cristallo a forma di luna
sarai nel cielo nero
della luna la sorella
e potrai tradirmi
solo quando è nuvolo
con un Dio
su una stella.

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